TheOne

L’eccessivo imbarazzo nella stesura del primo post, diciamolo, è del tutto fuori luogo.

Sono conscio e ben contento del fatto che con ogni probabilità sarò il solo lettore del mio nuovo “diario” segreto (più comodo e moderno del mio vecchio amico in pelle consunta), ma dovessero anche riuscire a scandagliare la rete, individuare il mio blog e associarlo al sottoscritto… be… a quel punto mi auto-investirò del titolo di “scintilla di catarsi”, mentre legioni di indici si leveranno per giudicarmi impunemente. Come sempre d’altronde.

Sono le 17.23 di giovedì 17 settembre 2015. Negli ultimi tempi ne sono accadute di cose degne di nota, cose delle quali vale certamente la pena parlare, ma oggi proprio non mi va. Chissà poi se mi andrà domani, ormai sono in perenne stato “low-battery”.

Per ora, per quei pochi minuti che mi separano dalla libertà e dalla birretta col Simon Cecca, mi accingo quindi a buttar giù i pensieri che eruttano da quel groviglio di neuroni disattenti che ho dentro al cranio.

Stamani sveglia brutale. La grande abbuffata ferreriana con i colleghi di ieri sera mi ha steso. La digestione notturna è stata un martirio e come da previsioni non ho chiuso occhio fino alle 2. Le persiane aperte non hanno aiutato.

Colazione quasi controvoglia (raro in ‘sti tempi di magra), ma le 213 pietanze della cena d’ufficio si prendevano ancora a cazzotti nello stomaco. Finita la quotidiana sfilza di riti fantozziani mi butto in macchina e vado al lavoro. Passo il mercato, rosso al semaforo del Pioti (ma va?!) e solito ritardino indecoroso.

Giornata in ufficio fra alti e bassi, in attesa appunto della fuga anticipata ore 17.55 per raggiungere il mitico Cecca. Il personaggio di Simon Cecca è meraviglioso. E’ magro, alto poco più del sottoscritto, ha grandi occhi azzurri, una rasata post pelata e un paio di occhialini che riescono (se possibile) a raffinare ulteriormente quella figura di gran classe.

Simon veste bene, è sempre stato un tipo classico ed elegante. Ha qualche anno in più di me, non ricordo quanti onestamente, ed è un vero esperto di musica Soul e affini. Un vero mod vecchi tempi con tanto di vespina e gran collezione di dischi. E’ un ragazzo gentile e si sforza sempre di non essere aggressivo o di non avere reazioni eccessive. Ride di gusto Simon Cecca e per quanto possa essere accomodante, non nasconde mai il proprio elegante disappunto su cose che non gli vanno a genio. E’ un single, come me. Lasciato, come me. Vive solo, come me fra poco spero ed è un ragazzo molto intelligente, in grado di ascoltare e correggere il tiro se richiesto.

Inoltre è un gran conoscitore di birre e di quei minuscoli bar che praticamente nessuno si fila. Lui li conosce tutti, e li frequenta. Anche da solo, anzi forse quasi sempre da solo, dopo il lavoro… un birretta se la concede sempre.

La birretta col Simon Cecca, raro avvenimento che di solito segue una mia visita in Orogel Gatteo dove ancora lui lavora, è sempre un evento gradito e apprezzato.

Bene, sono le 17.49 ed è ora che metta in atto il piano di fuga.

Domani forse proseguirò con la descrizione del Cecca, forse no. Magari non sopravvivo nemmeno alla lezione di Thai.

A domani, Blog. Stammi bene.

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